Location e posizione
Tipologia ricettiva
Nome struttura
Quartiere, area o città
...in un raggio di:
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10 Km
15 Km
+15 Km
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I luoghi del Cinema a Roma

Un viaggio alla scoperta dei luoghi del cinema resi celebri da grandi registi e famosi attori quali Rossellini, Monicelli, Moretti, Anna Magnani e Alberto Sordi.
In Italia non esiste città dove il cinema sia presente come a Roma, infatti, sono tantissimi i registi che hanno scelto la Capitale come set cinematografico dove ambientare film ricchi di fascino, dall'epoca del cinema muto sino ai nostri giorni. Di conseguenza, non esiste città italiana che sia stata così dettagliatamente raccontata, descritta e omaggiata in pellicola come Roma. Inoltre, la città è stata tra le prime in Italia ad ospitare produzioni cinematografiche e sale di proiezione. E poi a Roma si trova Cinecittà, per molti anni il più grande complesso produttivo del settore cinematografico d’Europa.

Dalla Stazione Termini al Campidoglio

La Stazione Termini, porta d’ingresso alla città per chi arriva in treno, e la sua zona sono i protagonisti di numerosi film, tra i quali si segnalano: "Stazione Termini", film del 1953 diretto da Vittorio De Sica con i borghesi Montgomery Clift e Jennifer Jones che si incontrano e si amano nei meandri dello scafo ferroviario; "Il ferroviere", film del 1956 diretto e interpretato da Pietro Germi, gran parte del quale venne girato nello scalo di San Lorenzo e nel vicino quartiere delle case dei ferrovieri; e "Forever Blues", film del 2005 scritto, diretto e interpretato da Franco Nero che ha come scenario le atmosfere del New Orleans Café, noto locale jazz di Roma. Il Campidoglio, da sempre cuore geografico e politico della Capitale, compare in diversi film, tra cui: "La romana", film del 1954 diretto da Luigi Zampa con Gina Lollobrigida protagonista di una vicenda che mischia antifascismo e prostituzione; e "Film d'amore e d'anarchia", film del 1973 scritto e diretto da Lina Wertmüller, con Giancarlo Giannini anarchico e Mariangela Melato prostituta alla vigilia di un attentato contro Mussolini.

Dal Pantheon a Piazza del Popolo

Piazza della Rotonda con il tempio di Marco Agrippa compare nel bellissimo "Umberto D", film del 1952 diretto da Vittorio De Sica, considerato un capolavoro del neorealismo e della storia del cinema. Nel fotoromanzesco "Donatella", film del 1956 diretto da Mario Monicelli, la protagonista balla con il suo principe azzurro davanti al Pantheon illuminato. In "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" (1970) di Elio Petri invece il monumento appare come sfondo per un'inquietante confessione di omicidio. Ma l'utilizzo più spettacolare del Pantheon spetta a Peter Greenaway nel suo "Il ventre dell'architetto" (1987), con una fastosa cena notturna proprio davanti alle colonnate del pronao. Inoltrandosi per le vie centro storico si raggiunge la Fontana di Trevi, luogo di culto della memoria cinematografica. La splendida fontana deve parte della sua fama alla scena de "La dolce vita" (1960) di Federico Fellini, in cui la bellissima Sylvia fa un bagno notturno nella fontana. Anche Piazza del Popolo compare in diversi film, tra cui: "L'arte di arrangiarsi", film del 1954 di Lugi Zampa con Alberto Sordi; "Il sorpasso", capolavoro di Dino Risi del 1962; e "C'eravamo tanti amati", film del 1974 di Ettore Scola.

Da Campo de’ Fiori al Vaticano

Nella caratteristica piazza di Campo de’ Fiori è ambientato il celebre film "Campo de' fiori" del 1943 di Mario Bonnard con Aldo Fabrizi, Anna Magnani e Peppino De Filippo. Tra il Campo e piazza Farnese invece Pietro Germi ambienta il poliziesco "Un maledetto imbroglio", film del 1959 la cui trama è una trasposizione del romanzo Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda. Nelle vicinanze di Campo de’ Fiori si apre la magnifica piazza Navona, la quale compare in molti celebri film, tra i quali spiccano: "Poveri ma belli", film del 1957 diretto da Dino Risi, in cui la piazza fa da sfondo alle scaramuccie amorose di Salvatore e Romolo; e "Un maledetto imroglio", film del 1959 di e con Pietro Germi, dove la piazza compare a più riprese. Del Vaticano il cinema, a causa della riservatezza che impedisce di girarvi riprese che non siano ufficiali, si è sempre dovuto accontentare di ricostruzioni e di interpretazioni non sempre felici, cadendo spesso nel grottesco. Qualche titolo di esempio: "Il cardinale" (1963) di Otto Preminger; "L'uomo venuto dal Kremlino" (1968) di Michael Anderson con Anthony Quinn; "In nome del papa re" (1972) di Luigi Magni con Nino Manfredi giudice ecclesiastico; e il televisivo "Karol, un uomo diventato papa" (2005) di Giacomo Battiato.

Trastevere

Trastevere, cuore popolare e quartiere più autenticamente romano e ricco di testimonianze storiche, compare in molti film, a partire da un film muto del 1913, "Il romanzo di Maddalena". Mauro Bologni vi fa girovagare i due borgatari Scintillone e Ruggeretto nel suo "La notte brava", film del 1959 ispirato al romanzo di Pier Paolo Pasolini "Ragazzi di vita". Tra gli altri film ambientati a Trastevere si segnalano: "Trastevere" (1971), film d'esordio di Fausto Tozzi, dove il pretesto di un cagnolino smarrito serve a descrivere personaggi e scene di vita del quartiere; "Roma", film del 1972 di Federico Fellini, in cui il regista, descrivendo la "festa de' noantri", ritrae la fontana di piazza Trilussa, i vicoli, una carica contro gli hippy di Santa Maria in Trastevere e i banchetti di cocomeri; "Rugantino" (1973), di Pasquale Festa Campanile e con Adriano Celentano, dove vi è poca Trastevere vera e molta cartapesta di Cinecittà; e "Febbre da cavallo", celebre film del 1976 diretto da Steno e interpretato da Gigi Proietti, Enrico Montesano e Mario Carotenuto, in cui i tre incalliti scommettitori di cavalli si dividono tra il quartiere e l'ippodromo di Tor Vergata.

Fra le rovine di Roma antica

Il Colosseo, simbolo universalmente riconosciuto della Capitale, compare in pellicola sin dai primi documentari dei fratelli Lumière e dagli esperimenti ottici del pioniere romano Filoteo Albertini nei primi anni del Novecento. In particolare, la produzione hollywoodiana degli anni cinquanta e sessanta lo utilizza costantemente per le scene di scontri tra gladiatori come nel caso di: "Quo Vadis?" (1951) di Mervin LeRoy; "I gladiatori" (1954) di Delmer Davis; e "Spartacus" (1960) di Stanley Kubrick. Dall’esterno il Colosseo appare in: "Paisà", film del 1946 diretto da Roberto Rossellini, dove l'episodio romano si apre e si chiude sotto la sua mole; "Sotto il sole di Roma", film del 1948 diretto da Renato Castellani, in cui i due amici Ciro e Geppetto trovano rifugio sotto gli archi dell’anfiteatro; "Totò cerca casa" (1949) di Monicelli e Steno, con Totò che trova rifugio tra le rovine per tutta la famiglia; e "I giorni contati", film del 1962 scritto e diretto dal regista Elio Petri, il quale conclude il film facendo svolgere al protagonista le sue considerazioni proprio sotto il monumento simbolo di Roma. Dove sorgevano le Terme di Caracalla, Fellini ambienta alcune sequenze di due film: "Le notti di Cabiria" (1957) e "La dolce vita" (1960). L’Appia Antica la percorrono le legioni di Marco Vinicio tornando a Roma nel "Quo Vadis?" (1951) di Mervyn LeRoy, mentre nel finale di "Spartacus" (1960) di Stanley Kubrick i gladiatori ribelli vengono crocifissi a migliaia ai lati della strada: in entrambi i casi, però, si tratta di ricostruzioni in studio.